Spin Time, Gualtieri proroga di altri 6 mesi l’ospitalità a spese dei romani: ma il conto (anche quello provvisorio) resta ‘segreto’

Roma, sullo sfondo l'iongresso dello SPin Time, in primo piano il sindaco Gualtieri

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Con una nuova ordinanza firmata il 7 ottobre, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha deciso di prolungare fino ad altri sei mesi l’assistenza agli ex occupanti dello Spin Time, a carico delle casse comunali, senza indicare quanto il Campidoglio abbia speso finora né quanto costerà la proroga. È l’ennesimo capitolo di una vicenda che, dall’incendio del 29 luglio, continua a sollevare interrogativi sulla gestione dell’emergenza e sulla trasparenza della Giunta capitolina.

Gualtieri firma, il conto può arrivare ad aprile 2027

L’ordinanza sindacale numero 135, datata 7 ottobre, autorizza la prosecuzione dell’assistenza abitativa, sociale, scolastica e logistica per un massimo di sei mesi dalla firma, dunque fino al 7 aprile 2027. L’accoglienza terminerà prima per le famiglie che riceveranno una sistemazione definitiva o rifiuteranno senza giustificazione quella proposta. La Ragioneria Generale dovrà reperire le risorse necessarie. Ma nel provvedimento non compare alcuna cifra: né un preventivo per i prossimi mesi né il consuntivo dell’assistenza già assicurata.

Una Commissione Trasparenza senza risposte sui costi

Il problema non nasce oggi. Il 16 settembre la Commissione capitolina Trasparenza, presieduta da Federico Rocca, aveva convocato gli uffici comunali proprio per conoscere il costo dell’emergenza Spin Time. I dirigenti presenti non avevano fornito il totale richiesto, rinviando la risposta alla raccolta della documentazione. Nessun assessore della Giunta aveva partecipato alla seduta. Un confronto che, almeno sul punto decisivo delle spese, si era dunque concluso senza risultati concreti. E la nuova ordinanza non colma quel vuoto.

Già 675mila euro stimati, ma manca il consuntivo

Una nostra ricostruzione giornalistica degli affidamenti e delle spese riconducibili all’emergenza ci aveva già portato, il 24 settembre, a una stima di circa 675mila euro. Una cifra non certificata dal Comune, che non va confusa con la spesa effettivamente liquidata.

Eppure sufficiente a rendere urgente una rendicontazione completa: strutture ricettive, servizi di assistenza, forniture e altri interventi. Quanto è stato impegnato? Quanto pagato? Quanto peseranno altri sei mesi di ospitalità? I cittadini non hanno ancora a disposizione un quadro economico ufficiale complessivo.

Zevi e Funari, la responsabilità politica della gestione

La vicenda coinvolge direttamente anche Tobia Zevi, assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative, e Barbara Funari, assessora alle Politiche sociali. Sono i settori chiamati a trovare soluzioni definitive e a seguire le persone più fragili. La nuova ordinanza riconosce espressamente che le procedure per assegnare alloggi pubblici e individuare sistemazioni stabili non sono ancora concluse. L’assistenza è certamente necessaria per evitare che persone vulnerabili rimangano senza un tetto. Ma questa necessità non esonera gli amministratori dal rendere conto delle proprie decisioni e dei relativi costi.

Da 60 giorni a otto mesi: chi controlla e paga la spesa?

In agosto Gualtieri aveva disposto un’accoglienza emergenziale della durata massima di 60 giorni, giustificata anche dal caldo estremo. Ora quelle condizioni climatiche sono cessate, come riconosce lo stesso sindaco, ma l’assistenza prosegue attraverso un nuovo provvedimento urgente. Una scelta che sposta la prospettiva da due mesi a un periodo potenzialmente vicino agli otto, considerando le due ordinanze. La questione, ormai, non riguarda soltanto lo Spin Time. Riguarda il diritto dei contribuenti romani a conoscere l’utilizzo delle risorse pubbliche.

Sei mesi in più e ancora nessun conto parziale nè complessivo

La contraddizione politica è tutta qui. Gualtieri rinnova l’impegno economico del Campidoglio, mentre Zevi e Funari devono ancora portare a compimento il percorso verso le sistemazioni definitive. La Commissione Trasparenza ha chiesto i numeri senza ottenerli durante la seduta. E l’ordinanza del 7 ottobre demanda agli uffici la quantificazione delle nuove spese, senza renderla pubblica nel testo. Non è una prova di irregolarità, ma è un evidente problema di responsabilità amministrativa. Se Roma Capitale può impegnarsi per altri sei mesi, perché i romani non possono conoscere, in un unico rendiconto ufficiale, quanto è già costata l’emergenza e quale sarà il prezzo delle nuove decisioni?