Taxi fermi a Roma il 27 giugno, il Campidoglio sotto accusa: “Controlli inefficaci contro l’abusivismo”

Roma, sullo sfondo il Colosseo e un taxi, in primo piano il sindaco Gualtieri e l'assessore Patanè

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Roma, dopo il rinvio della protesta dei giorni scorsi, i tassisti romani tornano a incrociare le braccia. Sabato 27 giugno Roma rischia una giornata complicata sul fronte della mobilità: le auto bianche si fermeranno per protestare contro l’abusivismo nel trasporto pubblico non di linea e contro quella che le sigle della categoria considerano l’inerzia del Campidoglio.

La protesta che torna in strada

Lo sciopero riguarda il servizio taxi nel territorio comunale di Roma e arriva dopo settimane di tensione, annunci, confronti e promesse giudicate insufficienti dalla categoria. Il punto politico è semplice: i tassisti sostengono di aver atteso risposte concrete, ma di aver trovato davanti a sé solo rinvii, tavoli e parole. Ora la protesta torna sul terreno più visibile: la strada.

Nel mirino Gualtieri e Patanè

Il bersaglio politico è chiaro. Nel mirino finiscono il sindaco Roberto Gualtieri e l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, accusati dai sindacati di non aver messo in campo misure adeguate contro l’abusivismo. La categoria denuncia da tempo controlli insufficienti, concorrenza irregolare e una gestione della mobilità non più rinviabile. Per il Campidoglio è una nuova grana, nel cuore dell’estate romana.

Il nodo dell’abusivismo

Il tema non è solo corporativo. I tassisti puntano il dito contro mezzi e operatori che, secondo le sigle, lavorerebbero stabilmente a Roma fuori dalle regole del trasporto pubblico non di linea. Il rischio, spiegano, è doppio: da una parte vengono danneggiati gli operatori regolari, dall’altra i cittadini e i turisti finiscono in un mercato opaco, dove controlli e garanzie diventano più deboli.

Stazioni, hotel e aeroporto

La protesta tocca anche i luoghi più sensibili della mobilità romana: Termini, Tiburtina, gli hotel del centro, l’aeroporto di Fiumicino. Sono i punti dove la domanda di trasporto è più alta e dove, secondo la categoria, l’abusivismo trova più spazio. Il problema diventa così una questione di immagine per la Capitale: Roma accoglie milioni di visitatori, ma non riesce ancora a blindare le sue porte d’ingresso.

Una città già sotto pressione

Lo sciopero arriva in una fase delicata, con Roma attraversata da eventi, cantieri, turismo estivo e trasporti pubblici spesso sotto stress. Per chi dovrà muoversi sabato 27 giugno, il consiglio è programmare gli spostamenti in anticipo, soprattutto da e verso stazioni e aeroporti. La giornata potrebbe trasformarsi in un test pesante per una città che già fatica a reggere la normalità.

Il conto politico

La partita, però, è soprattutto politica. Gualtieri e Patanè hanno costruito una parte importante del racconto amministrativo sulla modernizzazione della mobilità. Ma quando una categoria centrale come quella dei taxi arriva allo sciopero, dopo un rinvio e dopo mesi di tensioni, il messaggio è ruvido: la macchina non convince. E stavolta il conto non si paga in aula, ma direttamente sulle strade di Roma.