Torvaianica, “Zoccola, ti ammazzo e ti metto sotto le dune”: non lo aiuta a ottenere il permesso di soggiorno, 55enne perseguitata dall’ex marito

Spiaggia Torvaianica Campo Ascolano

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Zoccola, sei un’infame”. E poi ancora: “Ti spacco le ossa. Ti ammazzo e ti metto sotto le dune”. Non vive più tranquilla Antonella (nome di fantasia), da quando si è separata da Mohamed (nome di fantasia), l’uomo che pensava potesse riportare la felicità nella sua vita. E che invece l’ha trasformata in un incubo.

Un matrimonio durato appena due mesi, durante il quale è avvenuta la trasformazione dell’uomo. “Sapevo che c’erano dei problemi, ma li stava risolvendo. Voleva, almeno così diceva, cambiare totalmente vita. Insieme a me. Ho creduto a quello che mi ha detto, illusa da gesti e parole che, con il senno di poi, erano appunto solo vane promesse. E adesso mi ritrovo quasi da sola, perché per colpa sua ho perso tante amicizie e anche qualche parente si è allontanato, e pure minacciata. Ma ora basta, voglio che questa storia finisca, prima che sia lui a finire me”. 

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Da amore a incubo, la storia di Antonella

Antonella, romana di 55 anni, conosce Mohamed, di otto anni più giovane, nel 2022 sulla spiaggia di fronte a Campo Ascolano. All’epoca ha 51 anni e vive in zona Statuario-Capannelle, a Roma, ma frequenta Torvaianica e, visto che da tempo avrebbe voluto trasferirsi al mare, approfitta del fatto che da qualche tempo lavora in smart working per fare il grande passo: vendere la sua abitazione nella Capitale e acquistare una casa più grande a Campo Ascolano, a due passi dalla spiaggia, dove portare a correre i suoi cani nel tempo libero.

“È stata una decisione dettata da vari motivi”, spiega Antonella. “La casa a Roma era piccola, ci vivevo con i miei figli, un maschio e una femmina, e i miei cani. Per ragioni di salute, poi, avevo bisogno di respirare quanto più possibile l’aria di mare e di fare passeggiate. Quindi traslocare mi è sembrata la scelta ideale. Anche perché avendo conosciuto Mohamed mi è sembrato un po’ un segno del destino”.

Ma l’uomo ha dei guai con la giustizia. Su di lui pende una condanna per spaccio. “Il 1° maggio 2023 lo hanno arrestato, ma mi ha giurato che voleva smettere con quella vita, che era cambiato. Gli ho creduto, ero innamorata”. Mohamed va inizialmente in carcere a Velletri e Antonella lo va a trovare, ascolta i suoi sfoghi, si convince quando lui le giura che vuole trovare un lavoro onesto, perché finire in carcere lo ha traumatizzato e gli ha fatto capire che non può più continuare così. “Mi ha detto che, ora che c’ero io al suo fianco, le cose sarebbero state diverse. E mi ha chiesto di sposarlo. Ho detto di sì, litigando con tutta la mia famiglia. Mi sono rimasti accanto solo i miei figli, perché giustamente gli altri non hanno creduto che uno come lui potesse cambiare. Ma io ero infatuata, ho commesso un errore”.

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Gli arresti domiciliari a casa di Antonella: la crisi subito dopo il matrimonio

Nel frattempo Antonella si trasferisce a Torvaianica. La casa che ha comprato non è ancora pronta, perché ci sono dei lavori da fare, allora ne prende una in affitto. Nel novembre 2023 a Mohamed vengono concessi i domiciliari, che trascorre a casa di Antonella in vista del matrimonio. Si comporta bene, anche perché non può uscire di casa. “Il 19 febbraio del 2025 ci siamo sposati. Ma già dopo qualche giorno le cose hanno iniziato ad andare male. Più si avvicinava la fine della sua pena detentiva e più lo vedevo strano, freddo e distaccato nei miei riguardi”, racconta Antonella.

“Ho provato più volte a parlargli chiedendo spiegazioni per i suoi atteggiamenti, ma lui tergiversava e mi diceva solamente di essere ansioso riguardo al futuro. Ma vedevo che era nervoso, soprattutto quando stava al telefono: una volta è arrivato a scaraventare il cellulare a terra in uno scatto d’ira. Malgrado questo, qualche giorno dopo la scarcerazione avvenuta il 19 aprile 2025, gli ho trovato lavoro presso Amazon. Ma lui non si è presentato al colloquio. Mi ha detto che per lui era riduttivo lavorare per 40 euro al giorno e si è allontanato da casa, senza motivo ed è scomparso rendendosi irreperibile”. 

Antonella si preoccupa: sono sposati solo da due mesi e già il matrimonio sembra stia naufragando. Lo va a cercare per capire se può salvare quello che credeva fosse l’amore della sua vita. “L’ho trovato nella stessa spiaggia dove l’avevo conosciuto, dove era stato ‘beccato’ a spacciare. E non c’era di certo andato d’estate per prendere il sole, visto che era con altri tipi che mi sono sembrati poco raccomandabili. Da allora, sta sempre lì”.

L’invito a pranzo e la richiesta del permesso di soggiorno

I due si incontrano per strada qualche giorno dopo e l’uomo la invita a pranzo. Antonella accetta. “Speravo in buone notizie, invece mi ha detto che lui non poteva e non voleva rientrare a casa, almeno per tutta l’estate, perché doveva ‘lavorare’ in spiaggia. Però mi chiedeva di tenergli le sue cose. E, in cambio di 5000 euro, di cui 3000 subito e 2000 in seguito, mi ha chiesto di aiutarlo a ottenere, in qualità di moglie, il permesso di soggiorno. Ma io, nella realtà, non ero più sua moglie: mi aveva mollata senza motivo e ora mi cercava solo perché gli servivo. Gli ho detto di no e da quel momento ha iniziato a minacciarmi. Da subito mi ha insultata, prendendomi a parolacce. Poi, già dai giorni successivi, ha iniziato ad assumere atteggiamenti minacciosi nei miei confronti che hanno instaurato in me un profondo stato di ansia e paura”.

Le minacce sono arrivate anche per conto di terze persone. “Non riesco più a uscire di casa e stare tranquilla. Ho paura di incontrarlo. Perché ogni volta che lo vedo mi minaccia. Lo ha fatto anche tramite suoi amici, che mi hanno detto che mi farà finire sotto le dune. Mi ha più volte minacciata di morte, spintonandomi e dandomi della zoccola e dell’infame, dicendomi che parlo troppo. Io così non vivo più, ho paura di lui, anche perché so perfettamente chi è e cosa fa. Questa situazione non mi fa dormire tranquilla, ho paura per la mia incolumità e per quella dei miei figli che abitano insieme a me”.

L’aggressione in spiaggia

Quello che fa paura ad Antonella è un episodio avvenuto il mese scorso a Torvaianica, mai denunciato. “La persona che ha subito l’aggressione ha troppa paura di lui, teme che se denuncia potrebbe essere ucciso, invece che ‘semplicemente’ pestato di botte”. E poi racconta. “Il 12 aprile sulla spiaggia ha picchiato selvaggiamente un uomo, lo ha rincorso dall’altezza di Campo Ascolano fino al chiosco Porto di Enea, a Capocotta. Lì è stato soccorso e portato al pronto soccorso, piuttosto malconcio. Ecco, non voglio fare la stessa fine. Racconto questo perché almeno, se mi succede qualcosa, si sappia che è stato lui”.

Ma hai denunciato anche alle forze dell’ordine? “Sì, ho presentato finora 4 denunce, ma evidentemente per loro non ci sono i presupposti per poter intervenire nei suoi confronti. Ho chiamato tante volte il 112 e la volta in cui mi sono spaventata di più è stata quando hanno seguito mia figlia di sera, fino al cancello di casa. Purtroppo nessuno è intervenuto, malgrado avessimo chiamato il NUE, fortunatamente lei si è messa a correre ed è riuscita ad entrare in casa prima che la raggiungessero. Chiedo solo che me lo tolgano di torno, che stasse lontano da me e dai miei cari: vorrei stare tranquilla con la mia famiglia”.