Vannacci attacca la casta: “Hanno affossato la nostra proposta contro il risarcimento ai criminali, ora la copiano di sana pianta”

Il generale Vannacci

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Roberto Vannacci ribalta l’accusa più pesante arrivata dal centrodestra di governo: non sarebbe Futuro Nazionale ad essere funzionale alla sinistra, ma quella che il generale chiama “la casta” a indebolire la destra vera quando boccia le sue proposte e poi le ripresenta con un altro marchio. È questo il cuore del nuovo affondo pubblicato sulla pagina social di Futuro Nazionale, in una fase già rovente nei rapporti con Meloni, Lega e Forza Italia.

Il caso dei risarcimenti

Il terreno scelto da Vannacci non è casuale: sicurezza, vittime, criminali, legittima difesa. Secondo il generale, due mesi fa il centrodestra ha votato insieme alla sinistra per affossare un ordine del giorno di Futuro Nazionale che puntava a togliere i risarcimenti ai criminali. Oggi, sostiene Vannacci, la Lega ha depositato e rilanciato una proposta che va nella stessa direzione. Da qui la domanda politica di Vannacci: perché bocciare ieri ciò che si rivendica oggi?

La risposta a Meloni

L’uscita arriva dopo settimane di tensione durissima. A Vannacci viene contestato di spaccare il fronte conservatore e di rendere più facile il lavoro dell’opposizione. Lui prova a rovesciare il tavolo: se una proposta è giusta, sembra dire, non conta chi la firma ma chi ha il coraggio di votarla. Il messaggio di Vannacci è chiaro: Futuro Nazionale non vuole apparire come una scheggia impazzita, ma come il pungolo che costringe la destra di governo a tornare sui temi identitari.

Il bersaglio: la politica di palazzo

Nel post, il generale usa parole nette: “Sono loro, la casta, a essere funzionali alla sinistra”. Una frase costruita per colpire due bersagli insieme. Da un lato il governo Meloni, accusato di difendere equilibri interni più che battaglie di principio. Dall’altro gli alleati che accusano Futuro Nazionale di fare il gioco degli avversari, della sinistra, salvo poi inseguirne le parole d’ordine quando parlano a un pezzo profondo dell’elettorato di destra.

La sfida agli elettori

La chiusura è tutta politica. Vannacci non chiede soltanto coerenza parlamentare: chiede agli elettori di scegliere chi, a suo giudizio, vuole cambiare davvero l’Italia e chi invece preferisce blindare il recinto del potere. È una mossa studiata, non solo uno sfogo social. Perché nel momento in cui Futuro Nazionale cresce (i sondaggi lo collacano al 6,4%) e disturba gli equilibri della coalizione, il generale prova a trasformare l’accusa di isolamento in una medaglia: meglio soli, lascia intendere, che allineati quando si tratta di difendere le vittime e non i criminali.