Villa Borghese, dal verde libero alle biglietterie permanenti: i cittadini diffidano Gualtieri, dopo motoseghe e rischio ampliamento

Sullo sfondo Villa Borghese, in primo piano l'assessore Sabrina Alfonsi e il sindaco Gualtieri

Contenuti dell'articolo

“Villa Borghese privatizzata e a noi resta il biglietto da pagare” è il senso della nuova offensiva degli Amici di Villa Borghese contro il Campidoglio di Roberto Gualtieri: non una privatizzazione in senso giuridico, perché la Villa resta pubblica, ma la contestazione di un modello che, secondo l’associazione e i cittadini, sottrae per lunghi periodi aree storiche alla libera fruizione per destinarle a eventi e spettacoli a pagamento. Ora dalle proteste si passa alle carte bollate.

Villa Borghese, arriva la diffida

Gli Amici di Villa Borghese hanno formalmente diffidato Comune di Roma e Giunta Gualtieri, in primis sindaco Gualtieri e assessore all’Ambiente Sabrina Alfonsi, chiedendo di fermare le manifestazioni contestate e annunciando, in caso contrario, il ricorso alla magistratura. Nel mirino ci sono soprattutto Piazza di Siena e il Galoppatoio. L’associazione richiama il vincolo che destina la Villa all’uso pubblico e sostiene che recinzioni prolungate e ingressi a pagamento siano incompatibili con quella funzione. È una tesi dei contestatori, sulla quale potrà eventualmente pronunciarsi un giudice.

Vinòforum, Baglioni e Christmas World

Secondo la ricostruzione dell’associazione, Piazza di Siena sarebbe interessata dal 26 agosto al 10 ottobre da Vinòforum, tra allestimenti, evento e smontaggio. Poi arriveranno i sette concerti di Claudio Baglioni, dal 24 ottobre al primo novembre. Sul Galoppatoio pesa invece Christmas World, per il quale la Giunta capitolina ha riconosciuto l’interesse pubblico di una proposta di partenariato quinquennale.

La domanda politica è semplice: quanto può essere chiuso, recintato e trasformato in spazio per eventi uno dei parchi storici più importanti di Roma prima che la sua funzione pubblica venga snaturata?

Prima dei biglietti, le motoseghe

La nuova battaglia arriva dopo mesi di polemiche sul patrimonio arboreo. Il 17 marzo 2026 il Dipartimento Tutela Ambientale annunciò l’abbattimento urgente di 27 alberi: 6 pini, 14 ippocastani, 6 lecci e una quercia, indicati come instabili. Il 23 marzo un secondo avviso riguardò altri 19 esemplari.

In entrambi i casi Roma Capitale motivò gli interventi con la tutela della pubblica incolumità e annunciò la sostituzione entro un anno. Non è quindi corretto parlare di tagli senza motivazione tecnica. Resta però un dato: 46 alberature interessate da due soli provvedimenti di marzo, con inevitabili polemiche sulla gestione del verde storico.

Poi il discusso ampliamento della Galleria

Sul tavolo resta anche il possibile ampliamento della Galleria Borghese con un nuovo edificio vicino all’attuale museo. Il progetto definitivo non esiste ancora e nessuna costruzione è stata autorizzata, ma l’iter è concreto: la sponsorizzazione tecnica di Proger Spa vale 875.750,19 euro e il 5 maggio la Giunta Gualtieri, con la Memoria n. 24, ha riconosciuto la rilevanza istituzionale e l’interesse pubblico dell’iniziativa.

Contro l’ipotesi si sono schierate associazioni e personalità del mondo della tutela. Il Campidoglio replica che ogni eventuale intervento dovrà rispettare integralmente i vincoli storici, archeologici, architettonici e paesaggistici della Villa.

Ora Gualtieri deve rispondere

Il filo politico è evidente: prima gli alberi, poi il nuovo volume ipotizzato accanto alla Galleria, adesso mesi di manifestazioni e aree a pagamento. Sono questioni diverse, ma convergono tutte sulla stessa domanda: quale futuro immagina il Campidoglio per Villa Borghese?

Una Villa storica può ospitare cultura, spettacoli e grandi eventi. Ma quando i cittadini vedono recinzioni, biglietterie, progetti di nuovi volumi e decine di alberi abbattuti, l’onere della spiegazione passa a chi governa. E questa volta gli Amici di Villa Borghese non chiedono soltanto chiarimenti: hanno messo una diffida sul tavolo del Campidoglio.