Villa Glori, sale la rivolta contro il DJ set nel parco appena restaurato, i cittadini insistono: “Il Comune fermi tutto”


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La protesta contro il DJ set in programma domenica 6 settembre a Villa Glori compie un nuovo passo: l’associazione CURAA chiede formalmente a Roma Capitale e al Municipio II di fermare l’evento, sollevando dubbi sui pareri tecnici, sull’impatto acustico e sulla gestione economica della manifestazione.

Dopo le prime contestazioni, lo scontro sull’utilizzo del Parco della Rimembranza si allarga. Jacopa Stinchelli, presidente di CURAA – Cittadini Unite per Roma, i suoi Alberi e i suoi Abitanti – invoca un intervento “in autotutela” delle istituzioni. Al centro delle preoccupazioni c’è l’afflusso atteso, indicato dall’associazione in circa 15mila persone, all’interno di un’area verde recentemente riqualificata.

Villa Glori è stata interessata da lavori finanziati con risorse pubbliche: Roma Capitale aveva indicato un investimento da 2 milioni di euro per viali, percorsi, vegetazione e accessibilità. Per CURAA sarebbe quindi contraddittorio sottoporre il parco, subito dopo gli interventi, alla pressione di una manifestazione di grandi dimensioni.

Il precedente del 2 giugno

A rendere ancora più acceso il confronto è il precedente del 2 giugno, quando a Villa Glori si svolse un’altra iniziativa musicale, organizzata da soggetti diversi. La presidente del Municipio II, Francesca Del Bello, ha parlato di oltre 10mila partecipanti e di un esperimento riuscito, sostenendo di non aver ricevuto proteste formali.

La ricostruzione dell’associazione è però differente: CURAA riferisce disagi per i residenti e preoccupazioni per la fauna e per gli animali del vicino centro ippico. Si tratta di contestazioni dell’associazione, sulle quali non risultano al momento accertamenti pubblici conclusivi.

Il nodo delle verifiche acustiche

Il primo punto sollevato riguarda il rumore. Uno degli organizzatori, Luca Carinci, ha dichiarato che le rilevazioni acustiche sono state effettuate a spese dell’organizzazione e che i risultati attesterebbero il rispetto dei limiti nelle aree sensibili.

CURAA ritiene però che, per un appuntamento di questa portata, le valutazioni dovrebbero essere affidate a soggetti terzi e indipendenti. L’associazione domanda inoltre se siano già disponibili tutti i pareri ufficiali necessari. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, dal Dipartimento Ambiente sarebbe emerso che i pareri sull’utilizzo della villa e la relazione tecnica acustica non erano ancora stati rilasciati al momento della pubblicazione dell’articolo.

Le domande su incassi e controlli

Il secondo fronte riguarda la gestione economica. L’ingresso annunciato è gratuito, ma CURAA sottolinea che la vendita di cibo, bevande e alcolici potrebbe comunque produrre introiti. Da qui le domande rivolte all’amministrazione: quale canone sarà corrisposto per l’utilizzo dello spazio pubblico? Come verrà controllato il numero degli ingressi? Quali misure saranno adottate per impedire la somministrazione di alcol ai minorenni?

Sono interrogativi ai quali l’associazione chiede risposte documentate prima dell’apertura dei cancelli, distinguendo la gratuità dell’accesso dalla possibile natura commerciale delle attività collaterali.

Il dubbio sul nulla osta

L’ultimo punto riguarda l’eventuale nulla osta della Soprintendenza Speciale. CURAA domanda se il provvedimento sia stato rilasciato e, in caso positivo, sulla base di quali relazioni tecniche e prescrizioni. Il comunicato non dimostra che il nulla osta manchi: chiede però che la sua esistenza e il suo contenuto vengano resi pubblici.

Per l’associazione, Villa Glori non è una location qualsiasi, ma un Parco della Rimembranza dedicato ai caduti, da preservare come luogo di natura e raccoglimento. Gli organizzatori e il Municipio difendono invece la possibilità di conciliare tutela, musica e socialità.

A quattro giorni dall’evento, il confronto arriva così al punto decisivo: CURAA reclama lo stop, mentre agli uffici capitolini viene chiesto di chiarire pubblicamente quali autorizzazioni siano state concesse e quali condizioni dovranno essere rispettate.