Ostia, il Kursaal cade a pezzi e finisce in Parlamento: «Va salvato prima che sia troppo tardi»
Per generazioni è stato uno dei simboli del mare di Roma. Un luogo riconoscibile a colpo d’occhio, fotografato da turisti e romani, punto di riferimento per chi ha vissuto Ostia negli anni del suo massimo splendore. Oggi, però, del Kursaal resta soprattutto l’immagine di una struttura ferita dal tempo, dal degrado e da anni di incertezza amministrativa.
Adesso il caso approda in Parlamento. Il deputato di Fratelli d’Italia Luciano Ciocchetti ha presentato un’interpellanza al Governo chiedendo un intervento urgente per lo storico stabilimento del lungomare, da tempo al centro di polemiche, segnalazioni e preoccupazioni per le condizioni in cui versa.
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Il Kursaal, da simbolo di Ostia a ferita aperta
Chi frequenta il litorale romano conosce bene la situazione. Lo stabilimento, considerato uno dei luoghi più rappresentativi della storia balneare di Ostia, da anni vive una fase di progressivo deterioramento. Recinzioni, strutture danneggiate, aree inutilizzate e una lunga serie di contenziosi hanno trasformato quello che era un punto di riferimento del mare romano in uno degli esempi più evidenti delle difficoltà che interessano parte del patrimonio costiero della Capitale. Ed è proprio su questo punto che insiste Ciocchetti. Secondo il parlamentare, il Kursaal rappresenta oggi «una ferita urbanistica e sociale» che colpisce uno dei simboli più riconoscibili del litorale romano.
Nel documento presentato alla Camera, il deputato ricorda come l’area sia di proprietà dello Stato ma gestita, attraverso il sistema delle deleghe, da Roma Capitale. E per il parlamentare la colpa è anche della politica. “Nella mia interpellanza chiedo di sapere se il Governo sia a conoscenza della gravissima situazione di degrado e occupazione abusiva che interessa lo stabilimento Kursaal di Ostia e più in generale numerose strutture balneari dismesse o sottoposte a contenzioso amministrativo sul territorio nazionale e, di conseguenza quali iniziative urgenti intenda assumere, anche tramite la Prefettura di Roma, per garantire il ripristino immediato della legalità, la bonifica dell’area, l’allontanamento degli occupanti abusivi e la messa in sicurezza dello storico complesso del Kursaal”, spiega Ciocchetti, che chiede inoltre di valutare il coinvolgimento della Protezione Civile per la tutela delle strutture esistenti e un intervento dell’Agenzia del Demanio per garantire la conservazione di un bene appartenente allo Stato.
Le promesse e i precedenti: gli ostiensi aspettano i fatti
Ciocchetti poi avanza un’altra proposta, quella del riconoscimento del Kursaal come bene di rilevante interesse storico e identitario nazionale. Se il Ministero della Cultura dovesse percorrere questa strada, lo storico stabilimento potrebbe ottenere un livello di tutela superiore rispetto a quello attuale, aprendo scenari completamente nuovi per il suo recupero. È una prospettiva che molti residenti e associazioni del territorio invocano da anni, senza avere risposte.
La storia recente del litorale romano insegna però una lezione precisa: tra annunci, progetti e cantieri esiste spesso una distanza enorme. Negli ultimi anni Ostia ha visto susseguirsi piani di rilancio, progetti di riqualificazione e promesse di rinascita che in alcuni casi, purtroppo pochi, hanno prodotto risultati concreti, mentre in altri si sono scontrati con iter amministrativi lunghi, contenziosi e ritardi. Per questo motivo l’interpellanza rappresenta un primo passo politico importante, ma non ancora una soluzione. Quello che chiedono molti cittadini è qualcosa di più semplice: vedere finalmente partire interventi concreti su una struttura che da troppo tempo aspetta un futuro.
Perché il rischio, denunciato da più parti, è che il Kursaal continui a deteriorarsi fino a rendere il recupero sempre più complesso e costoso. E per Ostia perdere uno dei suoi simboli più conosciuti significherebbe perdere un altro pezzo della propria identità.

