Pomezia, Consiglio comunale ad alta tensione: Tari e bilancio mettono alla prova la maggioranza. Che faranno i “ribelli”?

Consiglio comunale Pomezia

La “partita” si gioca a breve, ma il clima politico a Pomezia è incandescente da giorni. Dopo il terremoto dell’ultimo Consiglio comunale, con la maggioranza andata sotto sui voti di due emendamenti del Partito Democratico grazie ai cinque consiglieri del gruppo misto, l’Aula torna a riunirsi per una seduta che potrebbe dire molto sul futuro dell’amministrazione guidata dal sindaco Veronica Felici.

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Una seduta che vale molto più dei punti all’ordine del giorno

Formalmente si discuterà di atti tecnici e amministrativi. Politicamente, invece, quella di oggi rappresenta un vero e proprio test di sopravvivenza per la maggioranza. All’ordine del giorno figurano infatti provvedimenti che incidono direttamente sulle tasche dei cittadini: dall’approvazione del Piano economico finanziario della Tari 2026-2029 alla ratifica della variazione al bilancio di previsione 2026-2028, passando per la rottamazione quinquies e il regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali. Difficile immaginare temi più delicati in una fase politica già segnata da forti tensioni interne.

Il vero interrogativo riguarda però i numeri. Dopo quanto accaduto nell’ultima seduta, quando i cinque consiglieri del gruppo misto hanno votato insieme all’opposizione su due emendamenti del PD, facendo andare sotto la maggioranza e provocando la chiusura anticipata del Consiglio, tutti gli occhi sono puntati sulle loro mosse. Nei giorni successivi, il comunicato diffuso dagli stessi consiglieri ha certificato una frattura politica con il sindaco Veronica Felici, alimentata anche da alcune dichiarazioni attribuite alla prima cittadina in una presunta intervista. Da allora il silenzio. Almeno pubblicamente.

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Oggi la prova della verità

È proprio la votazione dei provvedimenti economici a rappresentare il banco di prova. Se la maggioranza riuscirà ad approvare senza difficoltà tutti i punti all’ordine del giorno, il messaggio politico sarà chiaro: la crisi mostrata nell’ultima seduta si sarà ricomposta e lo scontro potrebbe essere stato soltanto l’ennesimo braccio di ferro interno, destinato a rientrare come già accaduto in passato. Se invece i cinque consiglieri dovessero confermare la linea delle ultime settimane, votando ancora contro la maggioranza, allora per l’amministrazione Felici si aprirebbe uno scenario completamente diverso, con una crisi politica che non potrebbe più essere liquidata come un semplice incidente di percorso.

Il voto di oggi potrebbe diventare uno spartiacque. Perché non sarà soltanto una questione di Taribilancio o rottamazione delle entrate comunali. Sarà soprattutto una verifica sulla tenuta politica della maggioranza che sostiene Veronica Felici. Se i numeri dovessero mancare ancora una volta, la crisi non sarebbe più soltanto una voce di corridoio, ma un dato politico difficilmente ignorabile. E a quel punto, gli scenari possibili si moltiplicherebbero.