Regione Lazio, la consigliera Cartaginese (Lega) blinda l’assessore Ciacciarelli: “Serve una modifica alla legge elettorale”

Ciaccirelli, sulla destra, con il coordinatore regionale del Lazio Claudio Durigon

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La consigliera della Lega Laura Cartaginese ha presentato una proposta di modifica della legge elettorale del Lazio (n. 268, datata 15 aprile 2026) che punta a correggere due possibili storture del sistema di conteggio dei voti degli elettori e, in particolare: la distribuzione dei seggi tra i territori e il rapporto tra la carica di assessore e quella di consigliere regionale.

Il nodo dei seggi nelle province

Il primo obiettivo della proposta è rendere più equilibrata la rappresentanza territoriale. In parole semplici, la modifica vuole evitare che una circoscrizione resti senza un consigliere eletto. La relazione allegata alla proposta della Cartaginese spiega che il nuovo meccanismo servirebbe a redistribuire i seggi in modo più chiaro, garantendo la presenza di almeno un eletto in ogni circoscrizione e intervenendo, se necessario, all’interno dello stesso gruppo di liste. È il cuore politico della riforma, perché tocca direttamente il tema del peso delle province nel Consiglio regionale.

Il punto che riguarda Ciacciarelli

Il passaggio più sensibile, però, è un altro. La proposta introduce l’incompatibilità tra il ruolo di assessore regionale e quello di consigliere. Questo significa che, al momento dell’accettazione dell’incarico in Giunta, il consigliere verrebbe sospeso dall’aula e sostituito temporaneamente dal primo dei non eletti della stessa lista. Alla fine dell’incarico da assessore, scatterebbe il rientro in Consiglio.

La Cartaginese blinda l’assessore Ciacciarelli

Nel testo il nome dell’assessore Pasquale Ciacciarelli non compare, ma la ‘lettura politica’ è evidente: la norma viene vista come una tutela diretta per chi oggi si trova in quel passaggio istituzionale.
L’attuale assessore regionale, alle elezioni del 2023, ha raccolto oltre 14mila preferenze in provincia di Frosinone, ma non è riuscito a entrare in Consiglio. Un dato che, da solo, racconta il cortocircuito politico che questa proposta prova a correggere: molti voti personali, nessun seggio. A pesare fu il meccanismo di riparto tra le circoscrizioni, che finì per spostare il seggio su Latina, dove la Lega ottenne una percentuale di lista leggermente più alta. È da qui che nasce la spinta della Lega a rimettere mano alle regole. Evitare che un territorio fortemente rappresentato nelle preferenze resti poi senza voce in aula. E, allo stesso tempo, chiarire il rapporto tra incarico di assessore e ruolo di consigliere.

La proposta di legge firmata da Laura Cartaginese è stata depositata lo scorso 15 aprile, proprio mentre dentro la Lega del Lazio si consumava una partita tutta interna di pesi, territori e rappresentanza. In quegli stessi giorni, gli assessori Pasquale Ciacciarelli e Simona Baldassarre sono finiti nel “tritacarne” del rimpasto, sullo sfondo di un riequilibrio che, secondo le ricostruzioni politiche, avrebbe dovuto rafforzare le province di Latina e Roma mentre avrebbe dovuto ridimensionare Frosinone.

Tempi, effetti e partita politica

Tornando alla proposta della Cartaginese, il testo distingue anche i tempi di applicazione delle due nuove regole. Le regole sulla redistribuzione dei seggi varrebbero dalle prossime elezioni regionali, mentre quelle sull’incompatibilità tra assessore e consigliere scatterebbero dalla legislatura in corso. Il testo precisa inoltre che non ci sarebbero nuovi costi per il bilancio regionale. Tradotto: Cartaginese non presenta una riforma generale, ma un intervento mirato, con effetti concreti, immediati e a costo zero su un tema che nella maggioranza resta aperto. Adesso la vera domanda è politica: il centrodestra vorrà davvero mettere mano alle regole del gioco, oppure la proposta resterà un segnale politico tutto interno alla Lega?