Roma, minacce di morte e aggressioni: torna l’incubo alla Montagnola. 41enne torna a terrorizzare il quartiere poche ore dopo l’arresto

Carabinieri Montagnola

Avevano tirato un sospiro di sollievo nel leggere su tutti i giornali che lui, il 41enne italiano che da giorni terrorizza la Montagnola, a Roma, era stato arrestato. E invece, poche ore dopo, se lo sono ritrovati di nuovo in strada, mentre minacciava di morte altri passanti, aggredendoli come aveva fatto fino al momento dell’arresto.

“Lo hanno rilasciato subito”, commentano sgomenti i residenti del quartiere. “E noi siamo di nuovo in balia di uno squilibrato che va in giro armato e aggredisce le persone. Ma stiamo aspettando la tragedia?”

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L’intervento dei carabinieri

Ieri l’uomo è stato bloccato nuovamente in Via Fonte Buono, stavolta dai Carabinieri, chiamati dagli abitanti disperati. I militari, intervenuti insieme ai sanitari del 118, hanno cercato di tranquillizzarlo. Ma anche questa volta non è stato possibile adottare un provvedimento che tuteli allo stesso tempo sia l’uomo, che soffre di evidenti problemi psicologici, che i cittadini, messi in pericolo dai suoi atteggiamenti violenti. “Prima o poi succede qualcosa di brutto”, dichiara un residente. “I militari e i sanitari hanno parlato con lui fino a quando non si è calmato”, racconta Giacomo. “Ero presente perchè un mio amico ha il negozio di abbigliamento accanto alla pizzeria. C’erano 10 carabinieri e due ambulanze, sono stati lì un’ora, ma poi non hanno fatto nulla. Quando i carabinieri se ne sono andati, lui si è alzato e se ne è andato”.

“Non è possibile che, nella migliore delle ipotesi, lo tengano un giorno o due, poi lo rimettano in libertà e lui ricominci a girare con coltelli e tirapugni, minacciando negozianti, clienti e passanti. Ma davvero aspettiamo che ci scappi il morto?”, tuona una commerciante. C’è anche chi prova a difendere il 41enne. “Questo ragazzo lo conosco bene, è intelligente scrive pure libri, libri alquanto particolari. È solo, non si sa se la mamma sia ancora viva. Certamente è pericoloso, ma va trattato come un malato di mente, come in effetti è. Va curato in un centro specializzato e provare a disintossicarlo. A me fa molta pena, perché è giovane e davanti a se non ha un bel futuro. Non sono esperto in materia, ma credo non vada criminalizzato bensì aiutato a guarire, cosa molto, molto difficile”, afferma Armando.

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Quartiere esausto

Ma la maggior parte dei residenti chiede che venga innanzi tutto messo in sicurezza il quartiere. “Non possiamo continuare a vivere con la paura. E neanche stare a chiamare in continuazione le forze dell’ordine. I negozi non possono essere costretti a chiudere prima, rinunciando ai loro guadagni. E le persone a uscire, per paura di essere aggredite. Chi di dovere deve intervenire. È giusto che venga curato, ma di sicuro non a casa, non da solo. E di certo non in strada, non in modo che ci metta in pericolo. Basta con questo buonismo, i giudici si devono rendere conto che è proprio così che si arriva alle tragedie”.

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