Roma, Villa Borghese verso l’ampliamento, la Giunta concede la ‘Pubblica Utilità’ al privato: Italia Nostra insorge


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Roma, la Giunta Gualtieri ha approvato il 5 maggio una memoria (che inseriamo in formato scaricabile alla fine di questo articolo) che segna un passaggio chiaro sul paventato ampliamento della storica Galleria Borghese: il documento riconosce il pubblico interesse del possibile ampliamento promosso da una società privata, una spa, accanto al palazzo storico. In concreto, il Campidoglio supporta il percorso del privato per realizzare un nuovo volume edile accanto all’attuale sede museale, destinato ad ampliare spazi espositivi e servizi.

Cosa prevede il nuovo volume

La memoria della Giunta Gualtieri parte da un punto preciso: l’attuale configurazione della Galleria Borghese viene ritenuta dall’Amministrazione insufficiente rispetto alla capacità di accoglienza, alla fruizione delle opere conservate nei magazzini, alla sicurezza, all’accessibilità e ai servizi per il pubblico. L’idea – del privato, sostenuta ora anche dal pubblico – è creare nuovi spazi per didattica, conferenze, accoglienza e funzioni museali.

Proger e la sponsorizzazione tecnica

La memoria della Giunta Gualtieri prende atto anche della comunicazione arrivata dalla direttrice della Galleria Borghese su una ipotesi di sponsorizzazione tecnica del progetto a firma Proger Spa. La società privata dovrà fornire ora la proposta di progetto per il nuovo volume. Per Roma, almeno in questa fase, non sono previsti oneri finanziari. Ma il nodo non è solo economico: quando un intervento su un luogo simbolico e storico come Villa Borghese passa anche attraverso sponsor e progettazione privata, la domanda politica diventa inevitabile.

Il ruolo del Campidoglio

La Giunta non resta spettatrice. Con la memoria, il Campidoglio incarica la Sovrintendenza Capitolina, insieme agli assessorati alla Cultura, all’Ambiente e all’Urbanistica, di seguire l’iter amministrativo. Il compito dichiarato è verificare che le ipotesi progettuali siano coerenti con il pregio storico, artistico e paesaggistico di Villa Borghese. Ma la direzione è già tracciata: Roma aderisce all’iniziativa e si prepara a collaborare anche sulla futura governance del nuovo volume espositivo.

La protesta di Italia Nostra

Negli ultimi giorni, però, Italia Nostra e l’associazione Bianchi Bandinelli hanno alzato il livello dello scontro. Lo slogan è netto: “Giù le mani dalla Galleria Borghese”. La critica non riguarda soltanto il singolo edificio, ma la filosofia dell’operazione. Secondo le associazioni, Villa Borghese non può essere trattata come uno spazio disponibile da riempire per aumentare flussi, servizi, eventi e attrattività turistica. Il timore è che la parola “valorizzazione” diventi il grimaldello per piegare il patrimonio a una logica commerciale.

Il caso politico per Gualtieri

La partita ora ricade sulla Giunta Gualtieri. La Galleria Borghese appartiene al circuito statale, ma Villa Borghese è un parco storico comunale: Roma non può limitarsi a fare da accompagnatrice istituzionale. Il punto è decidere fino a che punto spingere la modernizzazione dei servizi museali senza alterare l’equilibrio di uno dei luoghi più delicati della città. La memoria non chiude la vicenda, la apre. E da oggi il dossier non è più soltanto tecnico: è una scelta politica sulla forma futura di Villa Borghese.