Roma, via alla nuova ciclabile da 12 km, costerà 6 milioni: 500mila € solo per progettarla. Mentre i comitati sono sul piede di guerra
Roma mette altri 500mila euro sul tavolo per progettare dodici chilometri di ciclabile fino all’Idroscalo di Ostia, mentre in altre zone della Capitale da mesi residenti e comitati contestano alla Giunta Gualtieri piste giudicate troppo spesso decise senza un confronto sufficiente con chi vive sulle strade interessate. Il nuovo finanziamento entra con l’assestamento di bilancio e riguarda il completamento del Sentiero Pasolini. I lavori veri e propri, però, vengono stimati complessivamente attorno ai 6 milioni di euro: i 500mila servono alla progettazione.
Dal raccordo a Ostia Antica, poi fino a Pasolini
Il percorso esistente segue il Tevere, attraversa il viadotto della Magliana e arriva fino al Grande raccordo anulare. Da lì dovrebbero partire i nuovi 12 chilometri, attraversando Mezzocammino, Vitinia, Centro Giano, Dragoncello e Dragona, per arrivare a Ostia Antica e infine al Parco Pier Paolo Pasolini, vicino all’Idroscalo. Ma entre il Campidoglio presenta il Sentiero Pasolini, altrove – in ogni parte di Roma – il metodo seguito fino ad ora dalla giunta Gualtieri sulle piste ciclabili è diventato terreno di scontro feroce (articolo 1, 2, 3, 4 e 5)
Da via Panama all’Eur, la rivolta si è allargata
Il caso simbolo resta via Panama. Le proteste iniziate nel 2025 portarono lo stesso Campidoglio a correggere il progetto con dieci modifiche. Semafori riprogrammati, nuovi marciapiedi, modifiche alla circolazione e una fermata Atac in meno. Un fatto difficilmente ignorabile. Se un progetto viene modificato dopo mesi di contestazioni, significa che almeno una parte delle criticità sollevate dai residenti è stata ritenuta meritevole di intervento.
Poi il fronte si è allargato. Ad aprile 2026 i comitati di via Panama, via Guido Reni e dell’Eur hanno deciso di coordinarsi sotto una sigla comune e hanno annunciato la volontà di ricorrere anche agli strumenti legali, contestando lavori, costi e modalità di realizzazione. Da Montesacro all’Eur sono state denunciate, a seconda dei singoli progetti, riduzioni della sosta, carreggiate ristrette, problemi di sicurezza. Ma anche soprattutto quello che alcuni rappresentanti dei residenti hanno definito un sistema di decisioni «calate dall’alto».
Il problema politico
Il problema politico, dunque, non è decidere se una ciclabile sia “buona” o “cattiva”. È capire dove serve davvero, quanto costa e soprattutto se chi abita lungo il percorso viene ascoltato prima di aprire il cantiere e non dopo che scoppia la protesta. Del resto, Roma ha già scoperto quanto può costare — in traffico, polemiche e consenso — progettare prima e correggere dopo.